lunedì, 23 luglio 2007 | in : stagionidelcuore

Blu chimico, splash, cloro, mi sento marina.

Sono un pesce che volteggia nelle vasche dell’atmosfera.

Splash, jazz, uh, yeah.

E se l’acqua entra ti sembra di morire.

Morbida sabbia e ghiaia che cammini attivando il sistema nervoso.

Cloro, iodio e un caffè bruciacchiato dall’onda.

Una corona su un bagno al tramonto.

Un limone su una banana matura.

Un tamburo che fa bum bum.

Muovi il culo! Muovi il cuuuulo! Uh, yeah.

Hai mai gridato sottacqua?

Hai mai messo gli occhiali per finta?

Hai mai visto una vagina nel palmo di una mano?

Pelle, pelle, pelle.

Risciacqua l’ansia nel sale e fai uno scrub ai pensieri.

Nuota che non puoi respirare.

Sogna il fisico a imbuto e tocca.

Tocca gli amici amanti, una conchiglia, un castello di pietre, un canotto.

Guardati i piedi riflessi sul bordo piscina.

Guarda la superficie prima di risalire dal fondo. E’ verde?

E’ unta di creme abbronzanti? Com’è?

Tu hai gli occhi che ridono e la voce calda. Come me.

Tu sogni lo sport, la tecnica, la solitudine, l’attimo che affina, l’estasi, l’urlo e il pianto.

Ci ritroviamo in alto mare, per poi lasciarsi andare. Please don’t say you’re sorry.

Mare dentro. Si, mare dentro. Avvolti dentro l’asciugamano.

Slacciando il costume che graffia il collo e si vede tutto, yeah.

Schiaffeggia l’acqua e batti i piedi.

Sfreccia su quelli shampati col capello gonfio di sole.

Mi sento Marina, como si mi sentia agua.

Mi sono innamorata di Marina, una ragazza dolce...Uh, yeah.

merincontraria @ 00:55 | commenti (10)(popup) | commenti (10)
martedì, 10 luglio 2007 | in : imperativi categorici
E mentre ti spalmi l’olio johnson vorresti che maturino le pere.
E’ estate, sole di cicale, sale di melone, semi d’anguria.
Acqua, nuotare, senza occhialini che non comprerai.
Legandoti i capelli prima di immergerti.
Ti aggrappi a uno scoglio nascondendo il promontorio divenere.
La stessa strada da dieci anni e quella chiesa non l’hai mai vista.
Saviano mette ansia perché quellanapoli non la capisci.
Tu che vuoi capire sempre tutto. Gomorra con un segnalibro di Medjugorie.
E il tempo vola via, scorre sotto una doccia delle 6.50.
E non ci sono scarpe comode per Merincì, pronatrice confessa dinfradito.
La luna ti spegne il cervello intriso di lime e battute di shopping.
E luglio si sgretola nel conto alla rovescia di cinque lettere: stage.
E dillo Merincontraria.
Dillo che vuoi scrivere.
A penna, a gessetto, a matita, sulla tastiera unta, coi disegnini mentre parli a telefono.
E invece perdi tempo a fare l’editing della tua vita.
Non hail coraggio.
A mettere in ordine i cazzi di altra gente, perdi tempo.
E tra un enjambment e l’altro, ti acchiappi pure un destro da due scugnizzi.
Ma ordina Merincontraria.
Ordina e poi finalmente disordina.
merincontraria @ 21:58 | commenti (9)(popup) | commenti (9)