giovedì, 30 agosto 2007 | in : viaggi

Non andare via.

Ti vedo scivolare sull’erba fluorescente e nell’acqua scura dell’Half Penny Bridge.

Ti spio da una tendina di merletto di un’isola incontaminata.

Mi chiedo come fai ad essere così profondamente gloomy e colorata.

Così lontana e così…casa. All the seasons in one day, no?

L’ atlantico scalpita e io divento crema densa e fiore di campo.

Bevo Guinness corretta al blackcurrant e datemi un’altra stout please. Che porta la rota, please.

Ma come si tradurrà smoothy… E come si spiega un viaggio?

Next please, two euros e storie inventate in una bella casa di Temple Bar.

I pub si va. Ma ci interessa solo ridere nei letti matrimoniali.

Ci siamo solo noi, siamo noi the dubliners nel retro di una chiesa anglicana, nell’autobus di Paddyboy che ci chiama col microfono, in  Wilde recitato da due attori per strada.

La Loney Planet scandisce i tramonti e gli addii . A Dublino si sogna il Donegal, a Galway rimpiango Dublino. Alle Aran mi fermo. Affondo nella coperta che profuma di vecchio. Vecchio di una messa in gaelico, vecchio che tutti  salutano, vecchio di un solo pub, un violino e trecento abitanti. Un vecchio che cercavo in un’estate che sembra autunno e poi nel bacon fritto della signora Mulkerrin  compare il panino col salame di mia nonna e quell' odore di borotalco. Un vecchio so lovely.

Cogliendo le more e le viole del pensiero siamo quelle di cime tempestose e vorremmo cestini e cappelli di paglia.

E quando si parla inglese si calca l’accento italiano. Per far innamorare. Perché essere amati è una bella sensazione anche all’estero.

Sepolta dai tabloid ogni tanto mi ritiro in ascetica masturbazione. Dura poco.

A Belfast c’è  ancora aria di Troubles e mentre il tassista tatuato ci scatta la foto sotto il murales mi vengono i brividi. Quis separabit? Mistero delle religioni.

Poi ci si arrampica, si stacca la spina e non si sente più musica.

Solo il rumore assordante di casa.

 

 

 

 

merincontraria @ 16:56 | commenti (13)(popup) | commenti (13)
giovedì, 02 agosto 2007 | in : tendenze

barbie1_500Peppereppepè. Il matrimonio torna di moda.

Tutti si sposano e sbarbatelli giocano alla dolcecucina con cicciobelli veri. Rigorosamente senza profilattico. Cesareo ed epidurale sono le parole più in voga in questa calda estate e anoressiche col pancione girano in canottiera tra i saldi di Benettòn premaman.

Il mondo è innamorato? Agli spermatozoi l’ardua sentenza.

I bambini sono sempre più belli e sfoggiano lentine colorate dai zero anni in su. Da Disney store un paio di mini occhiali a forma di zanzara tigre costano anche ottoeuro. Però le Crocks per i piccoli scaldano davvero il cuore delle mamme. I padri non si vedono, sono un optional deluxe.

Ma si parlava di matrimoni. Nasce un nuovo lavoro: il wedding planner.

Il wedding planner è addestrato per condividere lo stress da bomboniera e l’ansia da centrotavola con la suocera in menopausa. Che tali centrotavola siano penecentrici, ortofrutticoli,  floreali o astroboscopici restano comunque i più favolosi. Tanto da fare ooooooh. Scatenano la cleptomania delle zie vedove, felici di compensare la quota versata nellalista con la serra di Barbie nuova di zecca.

Chi non può permettersi il w. planner si accontenta della foto color seppia esposta nella vetrina del paese. Il bianco e nero fa miracoli. Trasforma le spose nella Bardot e nella Loren a seconda che il set sia un’auto d’epoca o una spiaggia con divieto di balneazione.

I più temerari si sottopongono anche al sevizio fotografica prematrimoniale. Sottordine di fotoreporter e cameraman le coppie si stringono la mano, infrangono le onde e si buttano a mare con tutti i panni. Lei avrà rigorosamente una t shirt bianca che si attaccherà ai capezzoli per un sicuro effetto Ferilli. Lui, un tattoo tribale che casualmente fuoriesce dal pinocchietto.

Il resto è opera di questi registi dei poveri che con la colonna sonora di Raf e un montaggio con Pinnacle faranno sentire gli sposi in un film. Un film che finisce con la sposa  grassa e lo sposo che si fa l’amante ucraina.

Vuoi tu...?Si, lo voglio.

merincontraria @ 14:55 | commenti (12)(popup) | commenti (12)