mercoledì, 24 ottobre 2007 | in : corpo e chakra bassi
Ho una tammorra.
La tammorra è il tamburello con cui si balla la tammurriata.
Ma non è proprio corretto.
Ho una tammorra e ballo la tammurriata quattro volte al mese.
Piccoli passi, occhi negli occhi e ti ricongiungi con i tuoi ciakra bassi.
Ho avuto anche una chitarra, posata a Losing my Religion dei Rem.
La maggiore, mi maggiore. Stop.
Fondamentalmente non era cosa mia. Troppo mentale.
Mentale e cerebrale insieme non ci stanno, come i fagioli sugli spaghetti.
Poi un mio amico chitarrista mandolinista tammorrista batterista e aspirante neomelodico dice che con la chitarra non si acchiappa.
Invece con la tammurriata si.
E’ ipnotica. E’ trance pura al ritmo del tamburo.
Si crea un intesa col tuo partner indipendentemente dal sesso e dall'età che non mi meraviglio che nelle feste popolari si finisca tutti a trombare. Ma non è questo il punto.
Il punto è la cultura contadina, anche se mò ci vanno tutti i radical chic con la sciarpa a righe colorate. Io sono la prima, ho la divisa da tammurriata: gonna marrone a balze di Zara, infradito, fusciacca in vita e castagnette originali della Compagnia di Canto Popolare. Le ho trovate dopo un concerto: chiaro segno che nelle mie stelle è iscritto un futuro da zingarella.
Mi piace sentire le storie che si tirano i vecchi su un pretesto che loro chiamano la fronna di limone. Botta e risposta tra il vecchio sdentato e il suonatore di tamburo. A braccio. A rima. Non si capisce quasi niente, però giuro che è bello. Poi magari quando imparo meglio, lo spiego pure meglio.
Na votata e ci stai pure tu in mezzo.
Basta seguire gli occhi, i piedi volano.
Tra loro si conoscono quasi tutti, suonatori e ballerini. Alcuni si incontrano solo alle feste e mai più.
Il potere è dell’uomo. Si aspetta sempre che lui ti scelga, ti inviti a ballare e detti le regole del gioco.
Aaah, finalmente un po’ di sana sottomissione.
Era proprio quello che mi ci voleva.

 

merincontraria @ 00:00 | commenti (12)(popup) | commenti (12)
lunedì, 15 ottobre 2007 | in : insight

Niente parole oggi. Nessun post filosofale. C'è spazio per una sola certezza.

Nessuno può mettere Baby nell'angolo.

Come ho fatto a non capirlo prima.

 

 

merincontraria @ 19:32 | commenti (13)(popup) | commenti (13)
giovedì, 11 ottobre 2007 | in : andrologia

 

Test:Che google sei?

Dimmi cosa scrivi nei motori di ricerca e ti dirò chi sei.

Da quando il gioco della felicità di Pollyanna non mi funziona più, riflettevo sulle chiavi di ricerca.

Le mie ricerche di oggi:

lavorare in Giappone

Cavalli per h&m

che cosa è la depressione

bradipo

 

Profilo: Venticinquenne insoddisfatta, cerca evasione nella cultura orientale. Aspira a  diventare una gigolò a Kabuki Cho o un’attrice affermata col desiderio inconscio che tutti i nipponici si  innamorino dei suoi occhi all’occidentale e delle sue tette quarta misura.Pur nell’assenza di stimoli derivante da una lieve depressione stagionale e dall’incombenza del baratro della disoccupazione, persiste un certo animo da fashion victim che si paga nella contemplazione del low cost scandinavo.

La scelta del bradipo è motivata dal fatto che vivere sugli alberi e guardare il cielo a testa in giù è il suo sogno fin da quando ha letto il Barone Rampante. Ma a quell’epoca Pollyanna funzionava ancora e lei convinceva le amichette  di scuola che non stavano mangiando la pasta con la salsa della mensa, ma pane e nutella.

Poi per colpa di Grecia Colmenares e delle soap latinamericane l’epoca di Pollyanna è tramontata e l'insoddisfatta va a cercare se stessa nel tempio di Google.

 

Poscriptum: Il mio profilo è di gran lunga migliore di chi arriva sul mio blog cercando “Scrub peli incarniti collo”, “segretaria scema” “scopata con la suocera” “ divisione in sillabe lenticchie”, “animali virtuali da accudire”. Questi si che sono geni del male.

 

 

 

merincontraria @ 21:31 | commenti (14)(popup) | commenti (14)
sabato, 06 ottobre 2007 | in : si sta come d autunno
Ogni giorno quando penso al sabato mi dico che finalmente posso fare tutte le cose che non ho tempo di fare durante la settimana.
Limarmi le unghie e mettermi lo smalto trasparante. Avviare un paio di download seri. Selezionarmi le foto da stampare. Farmi il cambio di stagione. Appuntare su un cuscino di velluto la mia collezione di spille. Fare ordine ne’abitacolo dell’auto. Guidare l’auto. Fare un cd per l’auto. Lavare l’auto. Per esempio. Ma mi è venuto in mente anche di farmi una rassegna stampa personale. Andare a trovare mia nonna. Comprarmi gli stivali di camoscio beige. Svuotare i negozi di intimo per smetterla con le mutande a pallini. Farmi uno scrub preventivo per i peli incarniti. Darmi allo jogging. Cercare la teglia per i muffin. Guardare su internet come si fa a fumare il narghilé che mio fratello mi ha regalato. E invece? Batto sulla tastiera con le dita unte di Pringles a pizza e brindo con un’enterogermina e un temporale. Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie? Nah.
Si sta come il cantuccio in attesa del Vin Santo. Attesa di parole. Attesa di emozioni. At -te.
merincontraria @ 19:45 | commenti (10)(popup) | commenti (10)
giovedì, 04 ottobre 2007 | in : regole di sopravvivenza

Ci sono tre cose che un uomo non deve mai dimenticare:

a) temere  le donne.

b) temere le donne emancipate.

c) temere le finte emancipate al volante.

 

a)     le donne costituiscono una  razza da frequentare tre giorni al mese.

 In questo lasso di tempo sono esseri celestiali e sono capaci di mixare un blow job da oscar ad una sana chiacchierata. La restante parte è divisa equamente tra sindrome premestruale, sindrome post mestruale e ciclo. Se una donna non vuole fare una cosa, sarà sempre per una delle cause sopraelencate. E se non vuole scoparvi a marchese perché le fa schifo, rassegnatevi, non le piacete abbastanza.

b)     le donne emancipate hanno un approccio aggressivo.
Brillanti e spigliate, trasformano ogni essere respirante in uno Spider Men pubico. Il lato positivo è il risparmio. Le donne emancipate evitano la ridicola e costosa preparazione all’amplesso (sms di buonanotte, fiori, incursioni sul luogo di lavoro, weekend a sorpresa, cd iperglicemici) dimostrando al mondo quanto una scopata può essere allo stesso tempo appagante  e  low cost . Il lato negativo è che dopo aver testato l’infallibilità di questa strategia,  le donne emancipate non vogliono più scopare. E non perché ci hanno perso gusto, come la maggior parte degli uomini pensa, ma perché in fondo, dicono, loro non sono così come sembrano, l’aggressività è tutta una facciata. Non scopano perché loro sono…fragili.
c) Questa regola è un corollario della regola b.
 Le donne realmente emancipate guidano bene l’auto, perché la loro indole competitiva le mette a confronto con gli uomini fin da piccole. Non importa l’estrazione sociale, contano solo due cose: rivalsa e vittoria. Questa regola vale soprattutto al Sud per il cosiddetto masculone che a sette anni sa già cambiare le gomme e picchia il padre col cicciobello. Le finte emancipate si distinguono per il fatto che vogliono guidare afforza l’auto anche se sono imbranate. Vogliono guidare perché quando saranno mamme devono accompagnare i figli a scuola e andare al mercatino con la suocera il sabato. In guardia, sono pericolosissime. Camminano a luci spente, si appizzano a retromarcia nei vicoli ciechi,  dicono agli sconosciuti che hanno appena preso la patente anche se guidano da quattro anni. Hanno solo una cosa in comune con le emancipate: non la danno, neppure al parcheggiatore, che dopo essere stato costretto a parcheggiare perchè loro non lo sapevano fare,  le aiuta a sistemare la spesa nel cofano dell'auto.
Teorema: trionfo del luogo comune. Gli uomini preferiscono le gatte morte ( e le bionde) perché parlano poco e ficcano assai. (Perché mai  "gatte morte"?)
merincontraria @ 01:44 | commenti (14)(popup) | commenti (14)