mercoledì, 20 febbraio 2008 | in : lavoro, vita da precaria

E hai voglia di incoronarti reginetta del bluff, ma m’è costato.

Eccome se m’è costato. Il colloquio Ryan Air mi ha fatto sentire come quando a sedicianni per cinquanteuro ho fatto la rappresentante di lista per forza Italia. Come quando dopo quattranni di no global mi sono fatta il  Menù Big nel Mc Donald di San Pietroburgo.  Come la ceretta quando hai il ciclo e fa freddo e la spatola (n.b non il rullo!) ti scuoia la pelle. Insomma s’è capito. Nei trenta minuti di tram sulla Prenestina mi scorreva davanti il fotogramma della vita di Merincontraria, sezione re-find a job . Merin, rampante corrispondente del giornaletto locale, Meringiornalista, Merin iettata in tutti i teatri della Regione Campania con il block notes, Merin in una fredda stanzetta di Soccavo a fare la velina della formazione, Merin masterina, Merin storyliner, Merin dei cartoni animati che vuole sdoganare a tutti i costi South Park,  Merin double stage alle mandorle, Merin nei treni. Salerno. Napoli. Napoli. Salerno. Quanti treni. Mamma mia.

Che a confronto la canzone dei Gemelli diversi Mary è andata via l'hanno vista piangere correva nel buio di una ferrovia è una campagna mal riuscita del Ministero delle Politiche sociali.

Ottime doti di trasformista, anyway. Zippo il mio inglese e dico che mi possono anche mandare nella base di Stoccolma in mezzo alle conifere e alle renne. Tanto se i contenuti saranno lontani dalla mia vita, meglio ibernare le frustrazioni a meno diciotto.  E meglio la Scandinavia che il porto con le ali di Pisa. Fare uno chignon perfetto con i capelli ricci sarà il mio stimolo quotidiano.  Content manager? What’s that? Mi chiede l’intervistatrice gallese ex hostess finita al recruitment almodovarianamente: sull’orlo di una crisi di nervi. Se glielo spiego finisce il bluff e allora tergi-verso, versandomi ad alta quota in un sorriso da hostess.

 

 

merincontraria @ 15:21 | commenti (16)(popup) | commenti (16)
lunedì, 11 febbraio 2008 | in : la nausea
Ora che sono in-occupata e non posso scrivere un post sulla vita della storyliner posso scrivere che odio il telefono. Lo diceva anche Marshall Mc Luhan: il telefono è un medium invadente. Odio il telefono quando:
 
è inverno, sei sotto la doccia e tua madre ti porta il cordless nella cabina
è inverno, esci dalla doccia e stai per asciugarti i capelli
appena ti alzi dal letto
sul finale del film home video
sul finale del dvd quando le pile del lettore sono scariche e non puoi premere pause
prima di una fetta di tacchino fumante quando sei a dieta
appena torni dalla palestra
cinque minuti prima di un appuntamento per cui non ti sei ancora vestito
mentre cucini
mentre lavi i piatti
 
Odio il telemarketing, i sondaggi,  le lamentele telefoniche, i resoconti dettagliati su quello che hai mangiato, le telefonate di chi ha perso il treno, l’autobus, il tram, la bici, il monopattino e invece dell'attesa ammazza te, le telefonate doppie (quelle in cui l’interlocutore mentre parla con te parla anche con la zia invalida), le telefonate a sorpresa con le brutte notizie. Di qui un odio per il telefono fisso, ancestrale, totalizzante, irreversibile. ET tele-fono ca-sa. 
Salvo le telefonate rosa - cazzeggio al femminile a tema bollente - centellinate a poche elette a cui quando sono over dico liberamente mò mi sono esaurita e ti devo lasciare, le telefonate in inglese, le telefonate flash, le telefonate che chiamo io (rarissime), le telefonate nnammurate (notturne), le telefonate con mia nonna sorda e…basta. Poi a telefono io cambio voce, sembro sempre incazzata, ma forse al momento in quanto ex storyliner ne ho pure il diritto.
Viva viva gli sms. Viva le mail. Viva le lettere con la carta profumata.
Viva la scrittrice francese Amelie Nothomb che vive senza nessun mezzo di comunicazione che inizia o finisce per tele.
Se telefonando io potessi dirti addio, ti chiamerei...
Ma anche no.
 
 
merincontraria @ 22:17 | commenti (20)(popup) | commenti (20)
sabato, 09 febbraio 2008 | in : vita da precaria

Travesti_menti fino a pensare che in un'altra vita ero un transessuale.

O una costumista. Perchè rendere le idee con gli abiti mi viene facile e soprattutto guadagna piccioli. Vedi Mauro, ex Platinette, che attira miliardi col suo naso da dinosauro transgender per il solo fatto di esseri spogliato. E lì tutti gli amici di Buona Domenica e dell'Italietta dell'avanspettacolo a dire che persona speciale e profonda che è Mauro. Non che non lo sia. Ma montarci un intera striscia televisiva dell' Italia su due mi sembra davvero maleducato rispetto a chi, come me, nel travesti_mento conserva l' identità di genere. Perchè mi vesto da ancella pompeiana e non da centurione, da popolana e non da contadino, da ragazza della paranza quando vado alle feste popolari con tanto di nacchere perchè se dico castagnelle nessuno mi capisce e gonna a balze che ti rende una femmina con la effe maiuscola. E che dire di Minnie?
Ma non perchè è Carnevale e ogni scherzo vale. Ma per ricordarmi a cosa servono la laureaconmenzione, la tesseradigiurnalista, il master e il corsodiformazione.
Minnie. Con la testa di gommapiuma come quelle dell'Edenlandia. Che non vedi se non attraverso il buco della bocca. E puzza, puzza, madonna quanto puzza di piscio di cane. Perchè prima di te qualche altro animatore in cerca del posto al sole ha splattato la sua saliva nell'impossibilità di respirare.
E ti va bene se il giorno dopo non ti svegli con le afte in bocca e la boccarola come ce l'aveva la buonanima del mio fruttivendolo.
Minnie. Dopo un due ore a salutare bambini viziati con la festeggiata di sei anni italoinglese che continua a ripetere seat minnie, seat! dance minnie! It's enough dancing ho pensato di fare uno strascino con i capelli della principessa vestita da principessa. I  miei compari Mickey Mouse e Winnie the Pooh, mi hanno trattenuto con la camicia di forza. Winnie ha addirittura buttato la maglietta tanto che era sudata. Tieni duro, Minnie! 
E comuqnue i bambini viziati hanno avuto come bomboniera due mega giochi della clementoni e caramelle e dolci che si vedono solo nella Fabbrica del Cioccolato e candy flow che le mamme si ingozzavano con la scusa di aiutare i figli piccoli a mangiare. Fine primo tempo.
Anche Brad Pitt ha fatto il ragazzo pollo. Questo mi ripetevo mentre il cellofan con cui avevo riempito le orecchie per tenerle dritte mi strozzava uso cordone ombelicale.
Anche Brad Pitt ha fatto il ragazzo pollo. Chissà se gli è rimasta la voglia di mc nuggets come a me di gelato allo strawberry.

merincontraria @ 01:37 | commenti (4)(popup) | commenti (4)