giovedì, 10 aprile 2008 | in : meri jones
Stasera ho superato brillantemente due grandi prove:
 
a)      uno sciame di muratori alla stazione di Pioppaino
b)      la Cassa Amica
 
 
Il muratore che torna da lavoro in branco non è come il muratore normale, cioè quello che la mattina non si lava i denti e ha l’alito che puzza di caffè.
Il muratore che torna da lavoro in branco non ha solo l’alito che gli puzza di caffè, ma l'alito che puzza di caffè e Peroni, un mix che arriva ad inquinargli anche il respiro ricordando in chiave mediterranea il russo che fa colazione con vodka e kebab.
Il muratore che torna da lavoro ha gli occhi rossi, l’orlo del pantalone sporco di giumenta, la vraghetta spuntata, ma ha sempre la forza di arraparsi su una femmina media.
 
La Cassa Amica è una nuova invenzione tecnologica degli ipermercati del Sud. Se non è nuova in assoluto è nuova per me che non l’avevo mai vista e mi ero fermata alla cassa veloce max dieci pezzi.
La Cassa Amica è più buona e di pezzi ne puoi portare fino a quindici.
La Cassa Amica non ha bisogno di cassiera, perché tu stesso, strisciando il simpatico codice a barre, sei il cassiere di te stesso. Però non hai una bella voce metallica e allora Cassa Amica ad ogni strisciata ripete ad alta voce il costo della spesa. Poi inserisci i soldi, prendi lo scontrino e le monete a sinistra e le banconote a destra mentre una bambina ti spinge perchè vuole afforza strisciare i suoi pennarelli. Solo quando hai soffocato la bambina e ritirato le banconote puoi staccare il sacchetto con i tuoi tre dvd a 0.90 centesimi.
La Cassa Amica è amica fino a un certo punto. Se stacchi prima il sacchetto si incazza e deve venire la cassiera vera a sbloccarla e tu non ti diverti più e fai un bel disegno con la bambina coi pennarelli.
Allora mi chiedevo: a questo punto non è più amico il casello dell’autostrada che dice anche arrivederci?
merincontraria @ 00:25 | commenti (11)(popup) | commenti (11)
sabato, 05 aprile 2008 | in : sfogliatelle

Oggi mi piaccio. Che se fa caldo mi sfilo il giubbotto e se fa freddo me lo rinfilo. Oggi mi godo una coperta di pile e il rotolino che esce in palestra. Il tempo cambia, le nuvole vogliono piovere afforza, ma non mi irrito. Ma proprio non mi irrito e dico quello che voglio dire e faccio quello che voglio fare e sposto lo step  perché se no quella dietro non vede. Sono gentile, sono garbata e io di solito non lo sono. Mi piace dire esulare e mentre lo dico stranamente non mi sento pesante. E niente. Non mi sforzo di vedere la mia direzione. Non vedo niente. Ma proprio i confini della mia vita non ci stanno. Neanche a matita. Neanche in controluce. Cancellati da una gomma. Niente. Però oggi non mi preoccupo. Perché fondamentalmente una vita a pastelli e acquerelli non mi interessa. Eppure quando mi piaccio come oggi mi piaccio a tinte forti con lo smalto fucsia e una spilla a forma di fiore e due bollicine in faccia. E prima o poi andrò a Tokyo. Fosse anche col salvadanaio di dueuro. E mentre l' oracolo prevede schiaffi e l'oroscopo mi dà un 9 in salute non ho paura della solitudine. Mastico la testa del gambero con la salsa di soia. Ma non perchè voglio fare l’originale a tutti i costi come dice mio padre. Io non sono Marina Rei che quando canta Song je in napoletano è fantastica e va a Sanremo a piedi scalzi.

 

Addò stanno ‘e parole ca’ ce fanno sunnà?
Addò stanno ‘e parole ca’ me fanno addiventà chello ca songo già?

Ma mi piaccio lo stesso.

Song’je…song’je, nun tengo ‘a paura ‘e restà

Pecchè tengo troppo ‘che ffà...

merincontraria @ 20:52 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
mercoledì, 02 aprile 2008 | in : stagionidelcuore
Sottotitolo: Io non mi sveglio mai all'alba durante la festa dei ciliegi
Chi si sveglia all’alba vede cose che gli altri non vedono e sente cose che gli altri non sentono. Chi si sveglia all’alba sente le voci della notte e le ruote che scivolano sull’asfalto umido. Chi si sveglia all’alba sente il profumo del primo caffè e il brontolio della moka. Chi si sveglia all’alba accende la radio o la tv o fa le preghiere del mattino.
I piatti sporchi della sera prima, il mare e i ciliegi in fiore in posti in cui crescono solo papaveri. Il silenzio. Il gallo e gli uccelli. Una saracinesca.
Questo vede chi si sveglia all’alba.
La primavera.
merincontraria @ 07:26 | commenti (6)(popup) | commenti (6)