martedì, 29 luglio 2008 | in : sagrada familia

Con loro scopri il sesso a sei anni poi li rincontri dopo venti medici o camerieri che aspirano le sigarette atteggiandosi col viso a grand’uomini e donne.

Mentre tu rotolavi nella tua bolla esistenziale loro si facevano i tatuaggi, si fidanzavano e facevano i figli.

Uno ha traslocato tre volte e ha fatto il funerale a un gatto che pisciava fuori dalla lettiera.

Il prossimo lo chiama Napoleone, che è l’unico nome, dice, che si porta per un gatto nero.

Ed ecco che subito gli  rubano l’idea geniale e si battezza Napoleone il gatto di un altro, grigio, tigrato e grasso.

Ma è il pelo che è doppio!

Si, vabbè.

Si parla solo di cose superficiali tipo andrai in vacanza che stai facendo ora quante ore lavori al giorno e si prende in giro qualcuno della famiglia.

Quelli che hanno lo stesso nome istaurano sempre una solidarietà speciale.

I più temibili sono i Marcelli, scetati, mancini e bravi a guidare la macchina.

Così come i bruni e ricci che fanno gruppetto contro i biondi con gli occhi chiari.

Potevano essere verdi come tua madre…

Già.

Ti immagini? Mora con gli occhi chiari…Che foss'!

Ogni volta esce un invito a casa un favore uno shopping insieme.

Ogni volta si prende un appuntamento che andrà come il cellofan nell'indifferenziata.

Ogni volta ti sembra di conoscerli daccapo perché li conosci da sempre.

Ogni volta c'è quello nel suo mondo.

Poi ogni tanto esce un nuovo fidanzato o un marito per caso che sarà sempre o geloso o pesante.

Il tuo ruolo richiede simpatia proverbiale nei confronti dell'outsider che tua nonna direbbe che è comunque sangue del tuo sangue.

Ma solo finchè giri l'angolo e un tuo omonimo nonchè clone:

Ma comm' ha fatt' a se spusà a chist?

Già.

 

merincontraria @ 12:17 | commenti (popup) | commenti
giovedì, 24 luglio 2008 | in : viaggi

Ballata melò per Ogliastro Marina

Gli odori e il tramonto.

E a te ti viene mal di testa ma non dici niente perché mi vuoi bene come nel duemilequattro.

Io voglio solo camminare.

Avanti.

A piedi scalzi, sotto gli ibiscus che fanno i vermi.

Sono uomo?

Sono donna, sono donna.

Una donna fritta nell’olio del Cilento.

Sei Antica.

Come la sabbia che spolpo e rimpolpo.

Come l’acqua che sbatte i liquidi.

Donna fritta e seduta e costretta e via le cuffie dalle orecchie.

Via.

Fuga.

A leggere i libri degli autori delladolescenza che scrivono sempre peggio.

Ma tu lo sapevi che Virginia Woolf è morta suicida?

Si.

Tu queste cose le sai sempre.

Ti volevo chiedere.

Ma niente.

Sto zitta.

A che serve parlare?

Giochiamo alle ragazze ricche che prendono il sole sulla barca.

Mi abbronzo anche io, con la protezione uttanta.

Ah ah.

Penso agli egizi e alle pipette dei motorini...

No, io i motori non li capisco.

Sento le cicale e come ogni estate guardo la vita a testa all’ingiù.

Srotola il nastro di Hilary sulla pasta scoppiettante.

La più buona del mondo, eh?

E quello che scrivo in mente mentre la chitarra suona, sembrerà più bello di quello che scrivi tu.

No, tu.

 

merincontraria @ 18:15 | commenti (4)(popup) | commenti (4)