lunedì, 26 gennaio 2009 | in : giochi da ragazze, sogni trash

Mini guida alla capitale del trash


Vrenzopolitan è il regno delle cose impossibili, la capitale della vrenzola, una cosa mal ridotta, una cosa da niente, la ragazza sguaiata e dai modi un po’ trash.  Vrenzopolitan è una repubblica antidemocratica capeggiata da trucco e parrucco, ricostruzione unghie e colpi di sole, in cui il fiorellino attaccato all'alluce perfettamente smaltato è valore assoluto e collante sociale. AVrenzopolitan madre natura è generosa, le donne hanno occhi da lince e masticano chewing-gum a bocca aperta stringendo patatine al formaggio- le Puff - tra  anulari incorniciati da fedine, verette, brillocchi di bassa manifattura. Le ragazze di Vrenzopolitan non hanno paura di nulla. Lo dimostrano i loro pantaloni a vita bassa, da cui spuntano perizomi di capodanno a forma di cuore brillantinato, omaggio a tutte quelle notti in auto trascorse ad attaccare i giornali. Gli idoli di Vrenzopolitan sono D&G, Anna Tatangelo, esempio della vrenzola resagliuta, Karina Cascella, vrenzola doc,  i leopardi di Just Cavalli e i tronisti di Maria De Filippi. Il tempio di Vrenzopolitan è il cellulare: addobbato,  coccolato, idolatrato. La  vrenzola ha sempre un adesivo di Hello Kitty,  un pupazzetto di Winnie the Pooh, un orecchino di Betty Boop o un fermaglio di Marylin Monroe come segno di riconoscimento. La vrenzola di Vrenzopolitan è amata, corteggiata, contesa, protetta, portata al ristorante, insomma trattata come una vera Femmina. A Vrenzopolitan l’8 Marzo si regalano le mimose, a San Valentino i baci Perugina, a Natale il completino di Yamamay e al compleanno il profumo di Byblos. E se d’inverno ci facciamo la lampada, d’estate ci leggiamo Novella 2000 sotto l’ombrellone, spalmandoci la Nivea pure in faccia, noncuranti degli Uva- Uvb contro cui i nostri grandi grandissimi occhiali da bancarella possono tutto. Perchè noi vrenzole vogliamo solo sognare.

 

merincontraria @ 00:57 | commenti (18)(popup) | commenti (18)
lunedì, 05 gennaio 2009 | in : si sta come d autunno


                                           






C'e' chi l'amore lo fa per noia

chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa ne' l'uno ne' l'altro
lei lo faceva per passione

Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone
forse quella che sola ti può dare una lezione
quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie
quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie

io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore

ma alla fine m’assetto papale
mi sbottono e mi leggo ‘o giornale
mi consiglio con don Raffae’
mi spiega che penso e bevimm’ò cafè

bacan d'a corda marsa d'aegua e de sä
che a ne liga e a ne porta 'nte 'na creuza de mä

dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi

e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno come le rose

Da Merincontraria a Fabrizio De Andrè ten years later.
But time is on your side.
merincontraria @ 02:07 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
giovedì, 01 gennaio 2009 | in : feste comandate

and Happy New Year.


Io per il 2009 voglio uno sguardo che spacca le montagne.

Voglio Natura, una raccolta differenziata maniacale a cinque bidoni con tanto di risciacquo di barattoli, voglio l’erba voglio.

Io per il 2009 non voglio chi dice speriamo sia meglio del 2008 ma che ringrazi di respirare e vivere e mettere pure una puttanata sotto l’albero.

Non come Terry che alla vigilia di Natale ore 15.06 andava a fare una marchetta a Pompei Scavi- Villa dei Misteri per comprarsi la dose e forse un panettone alla sorella.


Perché avimma mangià pure nuje, no?


Nuje chi? Spiegami Terry, raccontami, senza la mano davanti alla bocca, non lo guardo il tuo dente marcio.

Noi chi, noi drogati, noi poveri, noi pavidi, noi coi capelli secchi e la matita sciolta, noi sfortunati, noi che facciamo i pali a Torre Annunziata guardando dentro le macchine, noi che ci andiamo con Terry il giorno della Vigilia di Natale!

Noi che ci lamentiamo sempre e comunque, Terry.

Noi che ci abbuffiamo di emozioni e siamo diabetici di stimoli e piangiamo pappagalli crepati sotto i botti. Morti di fronte al mare.


Io per il 2009 voglio prestare il fianco ed essere.


Voglio un contabattiti per inguaribili romantici, una purga per le overdosi di cultura, un memento per i nomi, uno zaino impermeabile all’ipersensibilità costante, un pannello solare per la solarità, un acceleratore di napoletanità e un rallentatore di milanesità, un conservatore di località, un propulsore di globalità e una bussola per la pancia canale segreto con NostroSignore.

 

E per il 2009 dammi tre parole, Sole Cuore Amore (Valeria Rossi, 2001, lei era tanto tempo fa, tanto tempo fa).

merincontraria @ 23:41 | commenti (5)(popup) | commenti (5)