Mini guida alla capitale del trash
Vrenzopolitan è il regno delle cose impossibili, la capitale della vrenzola, una cosa mal ridotta, una cosa da niente, la ragazza sguaiata e dai modi un po’ trash. Vrenzopolitan è una repubblica antidemocratica capeggiata da trucco e parrucco, ricostruzione unghie e colpi di sole, in cui il fiorellino attaccato all'alluce perfettamente smaltato è valore assoluto e collante sociale. AVrenzopolitan madre natura è generosa, le donne hanno occhi da lince e masticano chewing-gum a bocca aperta stringendo patatine al formaggio- le Puff - tra anulari incorniciati da fedine, verette, brillocchi di bassa manifattura. Le ragazze di Vrenzopolitan non hanno paura di nulla. Lo dimostrano i loro pantaloni a vita bassa, da cui spuntano perizomi di capodanno a forma di cuore brillantinato, omaggio a tutte quelle notti in auto trascorse ad attaccare i giornali. Gli idoli di Vrenzopolitan sono D&G, Anna Tatangelo, esempio della vrenzola resagliuta, Karina Cascella, vrenzola doc, i leopardi di Just Cavalli e i tronisti di Maria De Filippi. Il tempio di Vrenzopolitan è il cellulare: addobbato, coccolato, idolatrato. La vrenzola ha sempre un adesivo di Hello Kitty, un pupazzetto di Winnie the Pooh, un orecchino di Betty Boop o un fermaglio di Marylin Monroe come segno di riconoscimento. La vrenzola di Vrenzopolitan è amata, corteggiata, contesa, protetta, portata al ristorante, insomma trattata come una vera Femmina. A Vrenzopolitan l’8 Marzo si regalano le mimose, a San Valentino i baci Perugina, a Natale il completino di Yamamay e al compleanno il profumo di Byblos. E se d’inverno ci facciamo la lampada, d’estate ci leggiamo Novella 2000 sotto l’ombrellone, spalmandoci la Nivea pure in faccia, noncuranti degli Uva- Uvb contro cui i nostri grandi grandissimi occhiali da bancarella possono tutto. Perchè noi vrenzole vogliamo solo sognare.





