mercoledì, 25 novembre 2009 | in : ritmi urbani, stagionidelcuore

Quando Milano è così fredda in tutti i sensi bisogna spingere il piede sull’acceleratore dell’esperienza e fare piccoli gesti estremi. Uscire di casa con un cappotto leggerissimo, restare in ufficio fino alle nove di sera creando, inviare curriculum a Bruxelles, inventarsi una vita immaginaria a Roma, tentare di essere violentata da un extra comunitario di colore sulla stazione e dopo averla scampata, tentare la seconda volta con un rom.

Inalare la nebbiolina del mattino che sembra una pioggerella lieve, andare a mensa da soli senza dare le spalle alla platea, senza libri, senza riviste, senza senza.

Quando fa così freddo e non sei più né nord né sud, né date, né progetti, né scadenze, ma solo organizzazione al minutaggio, servono le barrette alla fragola Lidl, che sanno di Helsinki, i cosmetici cheap con ottimo packaging, l’ascolto fino al vomito di The man I love di Billie Holiday, sostituita ogni tanto solo da That I would be good di Alanis Morrisette  immaginando di essere una pin up immersa in una vasca che affaccia su un Mediterraneo indefinito.

merincontraria @ 17:31 | commenti (10)(popup) | commenti (10)
venerdì, 13 novembre 2009 | in : moda, tendenze

Considerati gli ultimi trend in fatto di risparmio energetico, filosofie vegetariane e vegane, vivi la natura col tai chi, iniziative pianta un albero

 

dato il consolidarsi di metodi creativi per risparmiare sull’abbigliamento (flea market, charity shop, swapping, termini fighi con cui ci riferiamo allo sporco riciclaggio degli abiti di nostra cugina, il mercato vintage di Ercolano-Napoli o lo sciacallaggio nei bidoni dei vestiti Caritas)

la sottoscritta Merincontraria dichiara

 

di piantare nella scarpa plateau del matrimonio dell’anno scorso un piccolo cactus per un sicuro effetto Carmel Walsh.

merincontraria @ 16:23 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
giovedì, 12 novembre 2009 | in : gossip, tendenze, giochi da ragazze

Oggi inauguriamo ufficialmente lo spazio news del giorno: notizie che lasciano allibita Merin’ tra una lunga pausa creativa e l’altra.

Protagonista dello spazio “Piccole donne invecchiano” è la giovanissima fashion designer Cecilia Cassini (tour su sito altamente consigliato).

Cecilia indossa i tacchi, è autrice di dieci collezioni di abiti da i nomi sognanti: Paris, Provence, Sunshine. Ha un blog, ha una manager e soprattutto posa per i suoi stessi abiti poggiata al pianoforte con smalto bianco latte alle unghie dei piedi.

Peccato che Cecilia Cassini, in procinto di lanciare la sua ultima collezione in California, ha solo dieci anni ed è un prodotto di marketing di qualche mamma italo americana con le labbra a canotto.

E io che avevo demonizzato Suri Cruise. I suoi malefici tacchettini, sono acqua fresca rispetto agli sguardi da femme fatale di Cecilia.
Povere Meg, Jo, Beth ed Amy. Povera Amy e il suo sogno di avere un naso all'insù con una molletta.

Fonte:Leggo.it

merincontraria @ 15:54 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
giovedì, 05 novembre 2009 | in : si sta come d autunno

Ti dovevamo studiare a scuola, invece del 5 maggio.
E invece ti ho scoperta su magazine femminile, quando Milano era un sogno di carta a colori, vacuum.
Questa usa le parole come pietre e velluto. Ti schiaffeggia e ti accarezza.
Nessuno ha più voglia di leggere i patè d’animo.
Pathos, patema, patè.
La poetessa delle emozioni confuse, delle risate roche e dei dolori sordi.
Alda Merini, si chiama Alda Merini.

Alda Merini e una sola poesia, in una libreria di Cava dè Tirreni, che mi sembrano passati secoli, ma, credimi, il tempo si fermò

Accarezzami, amore,
ma come il sole
che tocca la dolce fronte della luna.
Non venirmi a molestare anche tu
con quelle sciocche ricerche
sulle tracce del divino.
Dio arriverà all'alba
se io sarò tra le tue braccia

E poi, come l’innamorato, sono venuta sotto casa tua, un pomeriggio, ottobre, l’acqua dei Navigli immobile, il cielo piovoso, poca gente, Milano silenziosa, austera, algida, bellissima.
Non ho suonato, non ho avuto il coraggio.
Una poesia per me era tanto, per Te troppo poco.
Riposa in pace: ei fu, siccome immobile.

merincontraria @ 17:52 | commenti (popup) | commenti