martedì, 19 maggio 2009 | in : feste, giochi da ragazze, stagionidelcuore

 ventisette primavere nella stanza del tè

 

 

I 25 e i 26 scorrono tra feste a sorpresa e velleità mondane.

Dei 27 neanche una foto, anni vissuti come il criceto che gira nella ruota, ma vissuti, stappati, festeggiati, cucinati, applauditi, adornati di fiori e accompagnati da fave, come si fa da noi a Pasqua vicino al salame e alla ricotta salata.

I 27 sono turgidi, hanno il sapore dei pomodori sardi sgranocchiati come patatine in un pomeriggio così.

Giusto sciacquati prima di essere afferrati con la bocca e addentati dalle mani di qualcun altro.

Prima che te li possano portare via.

Prima che la ruota li travolga, prima che il criceto li rosicchi, prima che il tempo  velocissimo ti confonda: sono solo 27 o sono già 27?

Sono 10 in più dei 17. Clic.

Sono dieci in più di quando tenevi la capa gonfia di ricci e ti mettevi la fascia ed eri bella, ma troppo complessata per rendertene conto, come tutte le adolescenti sudate, innamorate e con gli occhi grondanti di  sogni.

 

Lo sai che il toro è il segno più sexy dello zodiaco?

 

Nei 27 ci entri sciolto, come entri in un post, fingendo con te stesso di essere leggero, diluendo il cambiamento come l’ammorbidente nel detersivo liquido quando lavi i panni di lana.

Ma sai, o almeno senti, quali sono i tuoi profumi, i tuoi colori, perché la nota di Beethoven fuori dalla doccia ti emoziona , perché fuggi su una casa in  colina, perché corri in una camera a gas, perché ti nutri di quell’adrenalina che un po’ ti accarezza e un po’ ti consuma, perché vai, perché resti, perché ritorni, perché ti compri la felicità in un biglietto a teatro.

I 27 vogliono il gesto lento e reiterato, il wabi sabi, lontano dall’odore inebriante del caos, che sempre ti ammalia, ti morde, ti risucchia, ti attanaglia, ma quella donna non sei tu, guardo le nuvole lassù.

 

Wabi sabi:disadorna semplicità, pace, silenzio, eleganza discreta soprattutto  e ancora bellezza antica, ma intrisa di malinconia(...).Ne consegue che la stanza della cerimonia del tè diviene una dimora dell’anima: al vuoto materiale deve corrispondere uno stato di assenza mentale.

 

 

 

merincontraria @ 21:39 | commenti (11)(popup) | commenti (11)
lunedì, 26 gennaio 2009 | in : giochi da ragazze, sogni trash

Mini guida alla capitale del trash


Vrenzopolitan è il regno delle cose impossibili, la capitale della vrenzola, una cosa mal ridotta, una cosa da niente, la ragazza sguaiata e dai modi un po’ trash.  Vrenzopolitan è una repubblica antidemocratica capeggiata da trucco e parrucco, ricostruzione unghie e colpi di sole, in cui il fiorellino attaccato all'alluce perfettamente smaltato è valore assoluto e collante sociale. AVrenzopolitan madre natura è generosa, le donne hanno occhi da lince e masticano chewing-gum a bocca aperta stringendo patatine al formaggio- le Puff - tra  anulari incorniciati da fedine, verette, brillocchi di bassa manifattura. Le ragazze di Vrenzopolitan non hanno paura di nulla. Lo dimostrano i loro pantaloni a vita bassa, da cui spuntano perizomi di capodanno a forma di cuore brillantinato, omaggio a tutte quelle notti in auto trascorse ad attaccare i giornali. Gli idoli di Vrenzopolitan sono D&G, Anna Tatangelo, esempio della vrenzola resagliuta, Karina Cascella, vrenzola doc,  i leopardi di Just Cavalli e i tronisti di Maria De Filippi. Il tempio di Vrenzopolitan è il cellulare: addobbato,  coccolato, idolatrato. La  vrenzola ha sempre un adesivo di Hello Kitty,  un pupazzetto di Winnie the Pooh, un orecchino di Betty Boop o un fermaglio di Marylin Monroe come segno di riconoscimento. La vrenzola di Vrenzopolitan è amata, corteggiata, contesa, protetta, portata al ristorante, insomma trattata come una vera Femmina. A Vrenzopolitan l’8 Marzo si regalano le mimose, a San Valentino i baci Perugina, a Natale il completino di Yamamay e al compleanno il profumo di Byblos. E se d’inverno ci facciamo la lampada, d’estate ci leggiamo Novella 2000 sotto l’ombrellone, spalmandoci la Nivea pure in faccia, noncuranti degli Uva- Uvb contro cui i nostri grandi grandissimi occhiali da bancarella possono tutto. Perchè noi vrenzole vogliamo solo sognare.

 

merincontraria @ 00:57 | commenti (18)(popup) | commenti (18)
domenica, 28 settembre 2008 | in : feste, giochi da ragazze

Io nella stanza di Ross ci vado sempre una, max due volte l’anno, ormai da quattro anni.

Nella stanza di Ross si va per dormire, quando si decide che è festa e ci vuole un posto per smaltire l' hangover, ma si finisce sempre che Ross dorme e io guardo la stanza di Ross, che è fatta proprio per sentirsi giovani e riscoprire il P. Pan fanciullino che è in noi finchè non s’ammala di depressione.

Mentre Ross dorme, io vedo nella stanza di Ross i migliori b-movie della mia adolescenza.

Ross in quel periodo non esisteva, ma la stanza di Ross e il suo soffitto, in particolare la parete sinistra con l’invito al BBQ-barbecue-party attaccato allo specchio,  a cui io e Ross siamo andate veramente, facendoci i km a piedi in una foresta finlandese per arrostire due sausages sul fuoco e sentirci internazionali, me la ricordano tutta, (l’adolescenza).

Nella stanza di Ross le maglie sono rigorosamente viola e si legge Jack Frusciante è uscito dal gruppo mentre la prof. spiega e si fa la scritta sulla Smemoranda del nome del ragazzo maledetto che ti fa ascoltare i Pink Floyd invece di E. Ramazzotti.

Nella stanza di Ross nell’ora di educazione fisica ti metti i vestiti normali perché la tuta è da sfigati, ma sei la più secchia del compito d’italiano.

Nella stanza di Ross ti infili le Dr Marteens e vai ai concerti con la birra in mano e balli ondeggiando in quel modo perché si capisca che tu non sei una borghese (poi te ne accorgerai col tempo).

Nella stanza di Ross comunque c’è tutto il compiacimento del viaggio sgangherato che è l’unica cosa non romanzata della stanza di Ross.

Poi per il resto nella stanza di Ross si dorme una chiavica, perché Ross accanto a me dorme e io guardo la stanza di Ross  immaginandomi cosa la stanza di Ross si inventerà la prossima volta per ricordarmi la festa appena trascorsa.

Per il resto la stanza di Ross con le sue maniacalità del ricordo sa regalarti grandi viaggi all’indietro, che poi sono sempre viaggi in avanti.

 

merincontraria @ 23:47 | commenti (17)(popup) | commenti (17)
lunedì, 04 agosto 2008 | in : giochi da ragazze

A tutte le ragazze degli anni 80

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le Barbie del 2000 hanno le mutandine.

L’ho scoperto ieri fermandomi alla bancarella di una bambina e la notizia mi ha condizionato il pomeriggio marinaretto.

Come è successo?

Mi chiedevo rivoltandomi sul lettino.

Come farà Ken a spogliare Barbie per portarsela a letto?

Le Barbie più zok hanno le mutandine color carne e quelle più kast, coulotte ricamate bianche?

E se Barbie si mette un pantalone di lino nero come fa in controluce?

 

Affondo la testa nell’asciugamano e provo a risolvere il rebus.

Ipotesi:

 

a)      Le Barbie si erano scocciate di farsi la ceretta.

Bocciata: una vera Barbie non si scoccia mai di curare il proprio corpo.

 

b) Ken è un metrosexual e fa come quei feticisti giapponesi interessati solo ai peep-show e all’intimo delle lolite.

    Plausibile ma troppo condizionata dagli studi di scienze della comunicazione

 

c)      La Mattel progetta una fusione con un’importante casa di intimo per lanciare la linea Barbie’s secrets concorrente della Victoria Newyorkese

Plausibile ma avveniristica

 

d)      Le Barbie rieducano le nuove generazioni al principio dello zoccolismo latente: 3 ore per preparami, 3 minuti per dartela.

 

Un’onda anomala. Splash. Risposta giusta.

Diventa una s_barbie (barbie S_enza S_lip) anche tu!

 

 

merincontraria @ 13:08 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
sabato, 02 giugno 2007 | in : feste, giochi da ragazze, ritmi urbani

Il corpo vibra e non ha paura. Danza, urla.

E mentre mi espando c’è la luna piena.

Decomprimo il cuore.

Ma tu lo sai com’è la felicità?

Ha i cerchi d’oro e i fuseaux viola.

Ha il ventre piatto e un vestito smeraldo.

La pelle scura e gli occhi da cerbiatta.

E’ piccola e maniarella. Ti giuro.

Ha il profumo di vaniglia e caffè e il sapore del cioccolato.

Il colore dell’alba.

Balla sul mondo e nuota in una caletta che sembra un fiordo.

 

Dedicato a chi c'era. E a chi lo sa dire meglio di me.

merincontraria @ 23:07 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
venerdì, 01 giugno 2007 | in : giochi da ragazze

 

barbie

A che gioco giochiamo.

Perché il gioco è bello quando dura poco.

Gioco, voglio giocare. Con la pistola con le palle colorate, come oggi.

Ho giocato con le Barbie fino a 13 anni.

Con la villa di Barbie, superiore alla casa di campagna e al camper. C’era persino la cornice con la foto di Ken e il cordless. E Ken finiva sempre nudo a scopare con Skipper. Deluxe.

Giralamoda, bigliardino, il videogioco di Pac Man con le trecento lire, scala 40, scopa, scopone, burraco, i solitari, 101,  briscola, i tarocchi, anche se il primo gioco è stato assopigliatutto.

Poi c’era il medico e l’infermiera con i cugini maschi, la settimana disegnata con i gessetti colorati, nomi città colori fiori e frutti, i dieci gemelli col Supersantos vicino al muro, palla avvelenata e io mi cacavo sempre sotto di farmi male con quella cazzo di palla. Facciamo finta che io sono la signora che ha il negozio.

E giochiamo a fare le pulizie. ( Gioco preferito di nonne e zie).

Un gioco che si chiamava Mr Gnum a cui dovevi far ingoiare le palline colorate che mia mamma ha sempre chiamato Gola Gola. Michelino il bambolotto gigante, l’orsetto Bubù che tengo ancora e Michael, suo sostituto fashion con la maglia a righe orizzontali.

Il mio minipony con la criniera multicolore che mi ha  portato mia madre quando ha partorito i gemelli.

Mannaggia al diavoletto che ci ha fatto litigar e il mignolino con cui giravi le figurine.

Le mie preferite erano quelle di Milly un giorno dopo l’altro di cui ho finito l’album,  Candy Candy, Barbie e Denver il dinosauro. I dolci segreti. Le Cherry Merry Muffin’.

Braccio di ferro con i compagni di classe e quanto mi piaceva perdere. Donna sottomessa. Avevo capito tutto dei giochi di ruolo. Il nastro di Ilary.

Io lo volevo viola ma mio padre non me lo volle comprare. Diecimilalirefetenti.

Nascondino nel cortile delle medie. Mischiare yogurt e pasta e lenticchie a mensa.

Appendere le foto dell’intimo di postalmarket nel bagno dei maschi.

E quella mano gelatinosa che usciva dalle patatine e si attaccava al muro...

Tetris e  SupermarioBros col GameBoy. Poi qualcosa come sega mega drive.Tekken 3 con la Playstation. Il camper delle micromachine dei miei fratelli. Il galeotto Playmobil di Ivano e Fabio. I giochi di guerra che inventava Ivano: io giocavo perché c’erano le cartine geografiche e si facevano i viaggi ma dove andavamo ancora non l'ho capito.

I travestimenti. Monopoli. I pattini a rotelle e i rollerblade. La pistola ad acqua e la canna da pesca con pane e formaggio. Panna nutella miele cracker quando mi son fatta grande. Il maledettissimo gioco aperitivo. I gavettoni. I miei balletti, sempre. Ora i piedi giocano col passo del giglio al ritmo di tarantella.

Mia nonna diceva giuoco e nocciuola.

Mi chiedi perché io gioco con le parole…sai come va…difendo la mia zona…

  

merincontraria @ 01:00 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
giovedì, 15 febbraio 2007 | in : giochi da ragazze

Tu ti trovi un attimo in treno, no? E il treno in quell' attimo brucia. Sale il fumo, la gente scappa, già si pensa ad un attentato terroristico. E' solo un freno bruciato. Peccato che non te ne accorgi. Sei talmente presa dalle puttanate che dici che neanche la senti, la puzza. A te te ne fotte solo delle emozioni. Se fossero commestibili mangeresti solo quelle. Gnam Gnam. Hei ragazzina, spaventati, qui c'è gente che  si tappa il naso e piange. Mi dispiace, mi dispiace, non è colpa mia. Il mio problema è stato leggere a nove anni  "Volevo i pantaloni" di Lara Cardella, spiego. E' stata l'iniziazione al romanzo, dopo la Pimpa sul Corriere dei Piccoli. Sapete che  letteratura significa trauma infantile? Non ditemi che non vi piace Lara Cardella. Dopo Lara Cardella io sono invulnerabile, ho sviluppato l'immunità,  non come voi che frignate per un pò di fumo. E smettetela di spingere, perpiacere. Tanto il treno riparte.   

Alda F.

merincontraria @ 00:12 | commenti (10)(popup) | commenti (10)